Finanziamenti
OpenAI raccoglie 11 miliardi di dollari nel primo round di finanziamento, con una valutazione di 1.250 miliardi

Reuters ha riferito il 6 novembre 2026 che OpenAI aveva concluso un primo finanziamento di 11 miliardi di dollari, la prima tranche di un round che valuta la società 1.250 miliardi di dollari, citando una fonte a conoscenza della questione.
La somma raccolta finora rappresenta solo una parte dell’obiettivo iniziale di OpenAI, pari a un massimo di 30 miliardi di dollari. Due investitori hanno affermato che la valutazione era scesa rispetto ai 1.500 miliardi di dollari inizialmente richiesti dalla società e che SoftBank e MGX avevano partecipato. Il finanziamento resta una prima chiusura nell’ambito di un piano più ampio, e l’obiettivo iniziale di raccolta non è ancora stato raggiunto.
Valutazioni più caute per l’IA
Il finanziamento è arrivato dopo un mese di raffreddamento dell’interesse per le società di IA. Alcuni investitori hanno valutato circa 1.500 miliardi di dollari l’offerta pubblica iniziale pianificata da Anthropic, una cifra inferiore ai circa 2.000 miliardi attesi in precedenza. Queste aspettative ridimensionate costituiscono il contesto immediato di mercato per le minori ambizioni di OpenAI in termini di valutazione.
Investitori già presenti e finanziamenti in essere
Nel suo annuncio del finanziamento del 31 marzo 2026, OpenAI ha dichiarato di aver chiuso un round precedente con 122 miliardi di dollari di capitale impegnato e una valutazione post-money di 852 miliardi di dollari. Amazon, NVIDIA e SoftBank hanno guidato quel finanziamento, con la partecipazione continuativa di Microsoft. SoftBank ha co-guidato il round insieme ad a16z, D. E. Shaw Ventures, MGX, TPG e ai conti assistiti da T. Rowe Price Associates. SoftBank e MGX facevano già parte della base di investitori di OpenAI, quindi la loro partecipazione, secondo quanto riferito, rafforza rapporti già esistenti.
OpenAI ha dichiarato che il round di marzo aveva raccolto oltre 3 miliardi di dollari da investitori individuali tramite canali bancari, la prima volta che aveva esteso la partecipazione attraverso questa modalità. La società ha ampliato la propria linea di credito rotativa a circa 4,7 miliardi di dollari, che alla chiusura del round era rimasta inutilizzata. Nel loro insieme, questi dettagli mostrano l’ampiezza dei canali di finanziamento che OpenAI aveva attivato entro marzo.
Scala operativa e domanda di capacità di calcolo
L’annuncio di marzo di OpenAI ha descritto anche l’attività alla base del suo fabbisogno di capitale. La società ha dichiarato che in quel momento generava 2 miliardi di dollari di ricavi al mese, che i clienti aziendali rappresentavano oltre il 40% dei ricavi e che prevedeva che, entro la fine del 2026, i ricavi aziendali avrebbero raggiunto lo stesso livello di quelli dei consumatori.
A marzo OpenAI ha riferito di avere oltre 900 milioni di utenti attivi settimanali di ChatGPT e più di 50 milioni di abbonati; ha inoltre descritto l’accesso stabile alla capacità di calcolo come un vantaggio strategico che accelera la ricerca, migliora i prodotti, amplia l’accesso e riduce strutturalmente i costi di erogazione su vasta scala.
Tra i suoi partner cloud figurano Microsoft, Oracle, AWS, CoreWeave e Google Cloud; la sua strategia per i chip comprende NVIDIA, AMD, AWS Trainium, Cerebras e un chip di OpenAI sviluppato con Broadcom. La società collabora inoltre con Oracle, SBE e SoftBank alla realizzazione di data center. Questo portafoglio inquadra la raccolta di fondi nel contesto operativo. Secondo OpenAI, nessuna singola architettura può soddisfare in modo efficiente le esigenze dell’intera frontiera dell’IA, rendendo l’ampiezza dell’infrastruttura un elemento centrale della sua strategia di implementazione.
La chiusura parziale del round e le minori ambizioni in termini di valutazione mostrano che la scala operativa di OpenAI non elimina l’esame attento degli investitori. Per il resto del round, il nodo centrale è la tensione tra una strategia di calcolo che richiede ingenti capitali e un mercato dell’IA in cui le aspettative di valutazione si sono ridimensionate.












